Da queste considerazioni nacque in me l’idea della “Befana del bimbo povero” che fu subito approvata ed incoraggiata dal sindaco Bruno Marazzita. Per trovare i regali per i numerosi bambini poveri del paese, chiesi il contributo a moltissime azienda italiana di dolciumi, di giocattoli e di abbigliamento. Anche se i tempi tecnici erano quanto mai limitati, quasi tutte le industrie interpellate risposero all’appello. Ricordo i pacchi-dono arrivati dalla Motta, dalla Alemagna, dalla Sapori, dalla Rivarossi, dalla Perugina e da tantissime altre aziende di importanza nazionale.